La sigla BLS-D sta per Basic Life Support – Defibrillation (DAE), significa supporto di base delle funzioni vitali e defibrillazione precoce. Il corso fornisce, infatti, le principali competenze necessarie al fine di  soccorrere i soggetti colpiti da attacco cardiaco, nello specifico: rianimazione cardiopolmonare e defibrillazione precoce.  Le tecniche che verranno apprese includono il massaggio cardiaco, la ventilazione artificiale e l’utilizzo del defibrillatore, uno strumento fondamentale che, se usato correttamente, può ripristinare il normale ritmo cardiaco in caso di fibrillazione ventricolare. Ricordiamo che l’operatore che somministra lo shock elettrico con il defibrillatore semiautomatico deve, infatti, saper eseguire questa manovra in condizioni di sicurezza per lo stesso e per tutte le persone presenti intorno al paziente.

Il concetto che vorremmo trasmette è legato alla rapidità di intervento: secondo le statistiche, ogni minuto senza rianimazione cardiopolmonare riduce del 10% le possibilità di sopravvivenza. Per questo motivo, la formazione BLSD è essenziale non solo per il personale sanitario, ma anche per addetti al primo soccorso aziendale, insegnanti, allenatori sportivi e cittadini comuni.

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Non esiste un obbligo legislativo specifico per le aziende private, tuttavia l’adozione di un defibrillatore è fortemente consigliata in tutte quelle realtà caratterizzate dalla presenza di fattori di rischio di potenziale arresto cardiaco, ad esempio le aziende con alto flusso di persone o in ambienti lavorativi con particolari rischi (industrie pesanti, stress elevato, importanti sforzi fisici, esposizione ad agenti chimici pericolosi..ecc)

In buona sostanza un’azienda cardioprotetta – cioè dotata di defibrillatori – dimostra attenzione concreta al benessere dei dipendenti, dei clienti e dei visitatori.

Ricordiamo, inoltre,  che l’INAIL riconosce riduzioni del premio assicurativo ai datori di lavoro che investono nell’acquisto dei DAE e nella formazione ai dipendenti per l’utilizzo di questi strumenti (presentando il modello OT23)

In sintesi, pur non essendovi un obbligo formale, dotarsi di un DAE e formare personale all’uso può fare la differenza in termini di efficacia d’intervento e cultura della prevenzione.