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Le competenze sul posto di lavoro sono la principale risorsa dei lavoratori e delle aziende presso le quali svolgono le loro mansioni. Uno staff adeguatamente preparato, motivato e proattivo nei confronti della propria azienda è in grado di assorbire e rendere positivo qualsiasi momento di stress, in grado di affrontare e risolvere problematiche che, in altre situazioni, potrebbero generare confusione e perdita di produttività, quando non essere causa di incidenti.
In linea di massima, si tende a considerare il tempo dedicato alla formazione come tempo tolto alla produttività, e quindi perso, e non come quello che effettivamente questo è: il migliore mezzo per incrementare le prestazioni aziendali, per imparare l’utilizzo di nuove procedure e di nuovi macchinari, per sviluppare nuove procedure e sistemi operativi. Inoltre, un piano formativo correttamente strutturato rassicura sia i lavoratori sulle proprie capacità e crescita professionale, che i datori di lavoro sulla certezza della buona salute aziendale.
Non necessariamente la formazione deve essere svolta togliendo ore alla produttività: soprattutto presso le aziende che operano con mezzi di trasporto, di sollevamento, con macchinari specifici o che abbiano particolari procedure interne, un’importante parte del tempo dedicato alla formazione può avvenire on job, integrando l’apprendimento nel flusso di lavoro. Con questa modalità, i lavoratori possono acquisire le conoscenze necessarie portando a termine le normali attività lavorative. Così il trasferimento delle informazioni raggiunge contemporaneamente più scopi:
• non interrompe le normali attività aziendali;
• avviene nel momento del bisogno e non in astratto, coniugando in modo proficuo e per tutti vantaggioso l’onore formativo con il flusso produttivo;
• rende l’azione formativa più efficace poiché immediatamente calata nella realtà aziendale.
Per attuare questa tipologia di formazione possono bastare pochi accorgimenti, come ad esempio la strutturazione di percorsi formativi di aggiornamento suddivisi in interventi di una o due ore con maggiore continuità nel tempo, ma si rende necessaria la presenza, in azienda, di tutor che siano esperti dei processi aziendali e delle macchine ed attrezzature in uso e, soprattutto, abbiano spiccate doti comunicative e relazionali.
In previsione dell’aggiornamento al D. Lgs. 81/08 in materia di formazione, previsto con l’atteso nuovo Accordo Stato/regioni a giugno 2022, che prevede l’obbligo di verifica l’efficacia della formazione durante lo svolgimento della prestazione lavorativa, la figura del tutor aziendale è destinata ad acquisire sempre maggiore importanza per la formazione dei lavoratori all’interno dell’azienda. Infatti è tramite il tutor che i nuovi assunti possono non solo apprendere l’utilizzo dei mezzi di lavoro durante lo svolgimento delle attività, ma anche far proprie le procedure aziendali. In primis, quindi, si dovranno identificare all’interno dell’azienda le persone che, per esperienza, proattività e conoscenze, siano le più indicate a ricoprire tali ruoli, e successivamente strutturare per queste un percorso formativo atto a fornire le migliori tecniche comunicative per il trasferimento delle informazioni, seguendo le direttive aziendali e la linea di comando.
È necessario fare chiarezza su termini che possono sembrare sinonimi ma che hanno significati profondamente diversi: informazione, formazione e addestramento.
• Informazione: attività dirette a fornire conoscenze utili alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi in ambiente di lavoro. Questa attività non prevede processi di retro azione.
• Formazione: processo educativo atto a generare un cambiamento attraverso il quale si trasferiscono, ai lavoratori ed agli altri soggetti aziendali, conoscenze e procedure utili all’acquisizione delle competenze per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti e alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi. Tutte le attività formative prevedono un test finale di apprendimento.
• Addestramento: attività dirette a far apprendere ai lavoratori l’uso corretto di attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi ecc. e le procedure di lavoro. Le attività di addestramento devono avvenire direttamente sul luogo di lavoro, sul macchinario, sull’attrezzatura o l’impianto, e avvengono dopo il percorso formativo in aula.
La qualità della somministrazione di queste tre azioni favorisce la crescita personale e professionale di ogni lavoratore, e conseguentemente anche dell’azienda presso la quale lavora.
L’affiancamento in itinere rientra nell’area dell’addestramento, è fondamentale per i nuovi lavoratori o in caso di cambio mansione, che attraverso le azioni di addestramento apprendono l’utilizzo delle attrezzature, delle procedure e imparano a destreggiarsi all’interno dell’azienda, ma anche per i lavoratori già presenti in azienda, in caso di implementazione delle macchine e attrezzature in uso o anche solo per rinfrescare il loro corretto utilizzo: spesso infatti sono i lavoratori con più anzianità che danno troppo affidamento alla lunga pratica e che, per routine o familiarità con il pericolo, abbassano la percezione del rischio e possono mettere in pratica comportamenti sbagliati.
La struttura di un buon piano di addestramento deve prevedere l’analisi del fabbisogno formativo, redatto di concerto con il Datore di Lavoro, come esperto conoscitore delle procedure aziendali e delle macchine in utilizzo, del RSPP o del consulente come esperto in materia di sicurezza, e il tecnico/tutor incaricato come esperto conoscitore del funzionamento e sull’utilizzo delle macchine. Queste figure, collaborando insieme con spirito di squadra, potranno pianificare le migliori azioni di addestramento in azienda. Noi di S5 ci proponiamo per la stesura e l’esecuzione delle attività formative, la predisposizione di procedure ed istruzioni operative per l’informazione e l’affiancamento, al fine di preparare al meglio i Vs tutor aziendali.