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S5 offre la propria consulenza alle aziende per l’elaborazione e la gestione di tutta la documentazione necessaria al fine di adempiere alle prescrizioni normative in materia di igiene, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
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Valutazione rischi

Gli adempimenti che il datore di lavoro deve rispettare

S5 affianca il Datore di lavoro nella redazione del Documento di Valutazione dei Rischi (D.V.R.).

Il nostro intervento relativo alla redazione del documento di valutazione dei rischi comprende tre diversi livelli di approfondimento :

  • analisi delle strutture
  • analisi delle mansioni
  • analisi della documentazione esistente

I sopralluoghi vengono condotti con il supporto di una serie di check-up che permettono l’individuazione dei rischi classificati nel rispetto  delle buone prassi :

  • rischi infortunistici (prevenzione dagli infortuni sul lavoro)
  • rischi per la salute e igienistici (prevenzione dalle malattie professionali)
  • rischi ergonomici e organizzativi

Il documento sulla valutazione dei rischi aziendali è un insieme di adempimenti che il datore di lavoro deve rispettare. Tali adempimenti comportano la realizzazione di determinati documenti specifici con i quali si analizza la situazione esistente e si rivelano i punti deboli, che saranno poi da rivedere e ripensare per eliminare o ridurre al minimo il rischio evidenziato.

La programmazione degli interventi costituisce quindi parte integrante delle attività di prevenzione individuanrdo ed indicando, le priorità e le tempistiche di intervento.
A seguito dell’attività analitica si potrà procedere con un’adeguata progettazione e programmazione dell’ informazione e formazione dei lavoratori, che, come previsto dagli art. 36 e 37 del D. Lgs. 81/08, partecipano alla gestione del comparto “sicurezza” aziendale.

Rischio incendio

Il Documento di Valutazione dei rischi da incendio prevede l’analisi dei luoghi di lavoro, i fattori di pericolo, le persone esposte, la valutazione dell’entità dei rischi, il livello di rischio e le misure di prevenzione e protezione.
Per valutare i rischi d’incendio è necessario effettuare l’analisi dei luoghi di lavoro, tenendo conto in particolare :

  • del tipo di attività;
  • delle sostanze e dei materiali utilizzati e/o depositati;
  • delle caratteristiche costruttive, dimensionali e distributive dei luoghi di lavoro (strutture, aree di piano, superfici totali, coperture ecc.);
  • del numero massimo ipotizzabile delle persone che possono essere presenti contemporaneamente nei luoghi di lavoro.

L’obiettivo dell’analisi è di :

  • determinare i fattori di pericolo d’incendio;
  • identificare le persone esposte al rischio d’incendio;
  • valutare l’entità dei rischi accertati;
  • individuare le misure di prevenzione e protezione;
  • programmare le misure antincendio, ritenute più opportune.
Microclima

Si definisce “microclima” il complesso dei parametri fisici ambientali che caratterizzano l’ambiente locale, non necessariamente confinato, e che determinano gli scambi termici fra l’ambiente stesso e gli individui che vi operano. I fattori microclimatici ambientali, unitamente all’intensità dell’impegno fisico svolto, condizionano nell’uomo al lavoro una serie di risposte biologiche graduate che vanno da sensazioni di benessere termoigrometrico a sensazioni di disagio (discomfort termico) a vero e proprio impegno termoregolatorio (sudorazione più o meno accentuata), a sindromi patologiche (stress da calore).
I parametri da considerare per la valutazione del rischio sono sia di natura ambientale :

  • temperatura dell’aria
  • umidità relativa
  • velocità dell’aria
  • temperatura radiante

che individuale :

  • calore metabolico
  • resistenza termica del vestiario.

Nella generalità dei luoghi di lavoro l’attività metabolica è strettamente associata al compito lavorativo, per questo motivo si definiscono “moderati” tutti i luoghi di lavoro nei quali non esistono specifiche esigenze produttive che, vincolando uno o più degli altri principali parametri microclimatici, impediscano il raggiungimento del confort.
Un microclima confortevole è quello che suscita nella maggioranza degli individui presenti una sensazione di soddisfazione per l’ambiente, da un punto di vista termoigrometrico, convenzionalmente identificata col termine “benessere termoigrometrico”.
Valutazione specifica del microclima : parametri PMV, PPD (ISO 7730, ISO 7243)

Ambienti confinanti

Per spazio confinato si intende un qualsiasi ambiente limitato, in cui il pericolo di morte o di infortunio grave è molto elevato, a causa della presenza di sostanze o condizioni di pericolo (ad es. mancanza di ossigeno). Alcune tipologie di spazio confinato sono facilmente identificabili per la presenza di aperture di dimensioni ridotte, come nel caso di :

  • serbatoi;
  • silos;
  • recipienti adibiti a reattori;
  • sistemi di drenaggio chiusi;
  • reti fognarie.

Altri tipi di spazi confinati, non altrettanto facili da identificare ma ugualmente pericolosi, potrebbero essere :

  • cisterne aperte;
  • vasche;
  • camere di combustione all’interno di forni;
  • tubazioni;
  • ambienti con ventilazione insufficiente o assente.

Sulla G.U. n. 260 del 08/11/2011 è stato pubblicato il D.P.R. n.177 che contiene il Regolamento per la sicurezza negli ambienti sospetti di inquinamento o confinati. Il Provvedimento individua i requisiti che devono possedere le imprese per poter operare in ambienti sospetti di inquinamento o confinati.
A tal fine, risulta necessario che:

  • siano integralmente osservate tutte le disposizioni in materia di valutazione dei rischi, sorveglianza sanitaria e misure di gestione delle emergenze;
  • sia impiegato personale, in percentuale non inferiore al 30 per cento della forza lavoro, con esperienza almeno triennale relativa a lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati;
  • siano effettuate le attività di informazione e formazione di tutto il personale;
  • siano consegnati i dispositivi di protezione individuale, strumentazione e attrezzature di lavoro idonei alla prevenzione dei rischi propri delle attività lavorative in ambienti sospetti di inquinamento o confinati;
  • siano effettuate le attività di addestramento di tutto il personale impiegato per le attività lavorative in ambienti sospetti di inquinamento o confinati;
  • siano rispettate le vigenti previsioni, ove applicabili, in materia di Documento Unico di Regolarità Contributiva;
  • sia integralmente applicata la parte economica e normativa della contrattazione collettiva di settore.
Movimentazione manuale dei carichi

Il metodo NIOSH è il metodo universalmente impiegato per valutare il rischio di danni dorso-lombari in soggetti addetti alla movimentazione manuale dei carichi. Il modello è in grado di determinare, per le azioni di sollevamento o abbassamento di carichi, il cosiddetto RWL (Recommended Weight Limit) o “Peso limite raccomandato” attraverso un’equazione che, partendo da un peso massimo sollevabile in condizioni ideali, considera diversi fattori quali :

  • la geometria del sollevamento
  • le condizioni di presa,
  • la frequenza di sollevamento.

Il D. Lgs. 81/2008, integrato dal D. Lgs. 106/2009, al titolo VI disciplina l’attività lavorativa comportante la movimentazione manuale di carichi e stabilisce gli obblighi per il datore di lavoro (valutazione del rischio, sorveglianza sanitaria, formazione ed informazione). In particolare, all’art. 168 comma 3, riporta : “Le norme tecniche costituiscono criteri di riferimento per le finalità del presente articolo e dell’allegato XXXIII, ove applicabili. Negli altri casi si può fare riferimento alle buone prassi e alle linee guida.”. L’allegato XXXIII, al punto 4 riporta : “Le norme tecniche della serie ISO 11228 (parti 1-2-3) relative alle attività di movimentazione manuale (sollevamento, trasporto, traino, spinta, movimentazione di carichi leggeri ad alta frequenza) sono da considerarsi tra quelle previste all’articolo 168, comma 3.”.
S5 S.r.l. ed i suoi Tecnici sono in grado di affiancare i Datori di lavoro nella redazione delle diverse valutazioni dei rischi da movimentazione manuale dei carichi quali :

  • Operazioni di sollevamento e trasporto (UNI ISO 11228-1:2009)
  • Operazioni di spinta e traino (UNI ISO 11228-2:2009 , Snook e Ciriello)
  • Operazioni di movimentazione di bassi carichi ad alta frequenza (movimenti ripetuti) (UNI ISO 11228-3:2009)
  • Operazioni di movimentazione e assistenza pazienti ospedalizzati (metodo MAPO)
Rischi fisici

Valutazioni dei rischi derivanti dall’esposizione ad agenti fisici

  • Rischi di esposizione al rumore
  • Rischi di esposizione a vibrazioni (sistema mano braccio (HAV) e corpo intero (WBV))
  • Rischi di esposizione a campi elettromagnetici
  • Rischi di esposizione a radiazioni ottiche artificiali (ROA)
Sostanze pericolose

Valutazioni dei rischi derivanti dalla presenza di sostanze pericolose

  • Rischi derivanti dalla presenza di agenti chimici
  • Rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni e mutageni
  • Rischi derivanti dall’esposizione all’amianto
D.U.V.R.I.

“Il datore di lavoro committente promuove la cooperazione ed il coordinamento…elaborando un unico documento di valutazione dei rischi che indichi le misure adottate per eliminare o…ridurre al minimo i rischi da interferenze. Tale documento è allegato al contratto di appalto o di opera”. In ottemperanza dell’art. 26 del D. Lgs. 81/08, devono essere predisposte misure per la cooperazione e il coordinamento per la sicurezza e la salute dei lavoratori, quando siano affidati lavori, servizi o forniture ad imprese o a lavoratori autonomi (contratto di appalto, contratto d’opera, contratto di somministrazione escluse le attività normate dal Titolo IV “Cantieri temporanei o mobili”) all’interno dell’Azienda. Poiché i lavori possono essere di tipologia ed entità molto variabile, è necessario definire, di volta in volta, per le singole attività oggetto di contratto, specifici atti per il coordinamento. In tal senso è fondamentale il ruolo del Committente per la predisposizione delle misure di prevenzione e protezione specifiche atte ad eliminare, ovvero ridurre i rischi dovuti alle interferenze posti in essere dai lavori affidati. Il Datore di lavoro Committente deve quindi redigere il Documento Unico di Valutazione dei Rischi Interferenti.

ATEX Atmosfere esplosive

La normativa ATEX è una direttiva europea che richiede a tutti i datori di lavoro di controllare i rischi relativi alle possibili esplosioni che possono verificarsi in alcune particolari atmosfere.
Il rischio da atmosfere esplosive è presente in molti settori produttivi quali :

  • settore alimentare ed agroalimentare (Mulini, Biscottifici, Pastifici, Semolifici, Zuccherifici, Impianti e Macchine per processi Alimentari, Torrefazione Caffè, Macinazione Cereali e Cacao, Panificatori, Distillerie)
  • serramentisti e metalmeccanici (Infissi metallici, Accessori metallici per infissi, Profilatura fine, Lavorazione superficiale metalli)
  • aeronautica/aerospaziale, navale, automotive, ferroviario (Costruzione aerei, treni, automobili Manutenzione, Meccanica di precisione, Settore elettronico per aerospaziale, Cabine di verniciatura, Lavorazione resine)
  • chimica (Vernici, Colori, Soda, Alcool, Prodotti Chimici, Solventi, Oli)
  • combustibili, energia, benzina, metallurgia (Impianti di raffinazione, Benzinai, Impianti che trattano gas quali ad esempio gasolio e metano, Metallurgia, Produzione energia elettrica)
  • ricerca, università e laboratori (Bombole ossigeno, Glove Box, Banchi di prova o Analisi)
  • mobilifici, falegnamerie, lavorazione pelle, concerie, tessile (Produzione cucine, Produzione mobili in legno, Lavorazione legname, compensato, pannelli truciolati. Produzione infissi e porte. Calzaturifici, Pelletterie, Impianti Tessili)
  • plastica e gomma (Lavorazioni Plastiche e gomme)
  • smaltimento rifiuti (Discariche, Tiri a segno Nazionali, Automotive)
  • cartiere (Produzione di carta)

S5 affianca il datore di lavoro in azienda, nella valutazione del rischio esplosione, redigendo il documento di competenza ed implementando le necessarie misure di prevenzione e protezione.

Stress lavoro correlato

I rischi psicosociali lavoro-correlati riguardano alcuni aspetti della progettazione e della gestione del lavoro ed i suoi contesti sociali ed organizzativi che hanno in sè un potenziale tale da causare danni psicosociali o fisici. Tali fenomeni sono spesso multiformi e rappresentano una condizione di rischio psicosociale che produce un danno psicologico; pertanto tali fenomeni andrebbero considerati e discussi come il risultato di un ambiente di lavoro carente da un punto di vista psicosociale.
Essi costituiscono una delle più importanti sfide del mondo di oggi per la salute sul posto di lavoro e per la sicurezza e sono strettamente correlati a problemi quali stress correlato al lavoro e violenza, vessazioni e mobbing sul luogo di lavoro.
Se il problema di stress da lavoro è identificato, bisogna agire per prevenirlo, eliminarlo o ridurlo. La responsabilità di stabilire le misure adeguate da adottare spetta al datore di lavoro. Queste misure saranno attuate con la partecipazione e la collaborazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti. La valutazione deve essere organizzata e definita dalle aziende stesse, ossia dal gruppo aziendale di prevenzione che prevede la partecipazione del Datore di Lavoro, RSPP, RLS, MC, oltre che di eventuali altri soggetti indicati dalle organizzazioni.